Bottiglia del tipo kundika (chongbyong)

804
Appartenenza oggetto
Proprio
Categoria
Contenitori e recipienti
Nazione, Regione, Provincia
Italia, Lazio, RM
Città
Roma
Luogo di conservazione
Museo Nazionale d'Arte Orientale 'Giuseppe Tucci'
Inventario
804/561
Materia e tecnica
Ceramica; decoro dipinto all'ossido di ferro sotto vetrina chongja
Datazione
XIII sec.; Dinastia Goryeo
Provenienza
Corea (dono della Repubblica di Corea)
Dimensioni
altezza 33 cm.; diametro base 8.4 cm
Copyright immagine
Museo Nazionale d'Arte Orientale 'Giuseppe Tucci'

Descrizione breve

Bottiglia dal profilo piriforme con un collo alto e stretto che funge da aspersorio ornata da una decorazione floreale; sulla spalla si innesta un beccuccio per caricare l’acqua fornito di coperchio ( qui mancante). Questo tipo di bottiglia, conosciuta in sanscrito con il nome di kundika, era originariamente usata nei riti buddhisti per aspergere acqua pura. Con la diffusione della dottrina buddhista, la forma indiana originaria fu imitata in Cina all’epoca della dinastia Tang (618-906) e, in seguito, in Corea e in Giappone.  Tuttavia, secondo la testimonianza dell’ambasciatore cinese Xu Jing, inviato più volte in Corea dai sovrani Song, questo tipo di bottiglia era molto diffuso nelle case della nobiltà Goryeo, negli uffici governativi, nei templi ed era usato come una normale bottiglia per l’acqua. Il decoro trae origine da quello delle ceramiche Song prodotte nell’area di Cizhou (Prov. di Hebei), probabilmente portato in Corea da artigiani Kitan fatti prigionieri da Goryeo nel sec. XI, ma la pittura sotto vetrina chongja fu un’originale creazione dei vasai coreani. Il tipico colore è dato da invetriature feldspatiche a basso contenuto di ferro (dette chongja e conosciute in occidente come céladon) fissate sul corpo ceramico in seconda cottura.

Bibliografia

Ciarla, R. (2010), Archeologia e Arte della Corea, cat. Museo Nazionale d’Arte Orientale, Roma, pp. 40-41