"Storia dell'arte della cartapesta"

Museo Nazionale d'Arte Orientale 'Giuseppe Tucci'

16 dicembre, 2011 - Presentazioni di libri

Storia dell'arte della cartapesta
Museo Nazionale d'Arte Orientale 'G. Tucci', Sala degli Specchi, 16 dicembre ore 17:00
Presentazione del volume
STORIA DELL’ARTE DELLA CARTAPESTA


L’autore inizia il suo percorso di studi dalle prime produzioni delle botteghe senesi e fiorentine del Quattrocento, e, attraverso un ampio excursus storico, arriva all’analisi di quest’arte nella nostra contemporaneità.

Particolarmente significativo il riferimento ai soffitti della sale dell’appartamento Brancaccio - dove sono esposte le collezioni del Museo - esempi rari di un gusto “alla moda ” della fine dell’Ottocento. In particolare il soffitto della Sala III, a cassettoni a imitazione del legno, rispecchia la mole severa del palazzo, mentre quello della sala IX, Sala degli Specchi, dove si terrà la presentazione del volume, richiama il romanticismo gotico di derivazione francese.

“L’importanza e la ricchezza di questo libro sono dovute all’impegno dell’autore a trattare un argomento quanto mai interessante, ma forse non conosciuto abbastanza anche se è nota la rilevanza della cartapesta nell’ambito della storia dell’arte e delle arti applicate. Ritengo che esso sia il primo trattato che approfondisce l’argomento in modo capillare facendone la storia dalle sue più antiche origini; i dati, i riferimenti riportati sono frutto di una ricerca puntuale che l’autore ha fatto e continua a fare su un tema che lo ha attratto e appassionato dall’inizio della sua carriera e che continua a costituire la centralità del suo lavoro e dei suoi interessi.”
Valeria Cottini Petrucci (già direttrice del Museo Nazionale delle Arti e Tradizioni Popolari di Roma)

“In questa stupenda monografia, Storia dell’arte della cartapesta – La tecnica universale, densa anche di risvolti solo apparentemente marginali e di dettagli tecnici che possono sembrare talora superflui, nei quali invece si caratterizza la peculiarità espressiva di ciascun autore, impressiona la capacità analitica, la mole di conoscenze specifiche e il rigore filologico con cui Flammia dipana il suo filo di storico e di critico, addentrandosi in campi apparentemente differenti quali l’estetica, l’antropologia, la storia, la religione, l’economia, il gusto, la moda e persino la chimica, collegati tuttavia tra loro da una interconnessione profonda.”
Ennio Bisturi (scrittore e storico del cinema)

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