9. Progetto didattico "1000 Cenerentole + la tua"

Il progetto didattico interculturale dal titolo "1000 cenerentole + la tua" ha visto coinvolti gli alunni delle scuole elementari e medie di Roma.  In occasione di  questa iniziativa il Museo ha organizzato la piccola mostra di calzature che abbracciano l'intera Asia dal Mediterraneo orientale al Mar Giallo, mostra aperta dal 19 dicembre 2009 al 14 marzo 2010. Attraverso laboratori didattici e performances legate alla protagonista della ben nota favola, i ragazzi hanno appreso usi e costumi propri di altre civiltà.

Esistono ben 345 versioni della famosa favola di Cenerentola, studiate alla fine dell'800 da Marion Rolfe Cox, mentre più numerose (circa 700) sono le versioni tramandate oralmente attraverso l'Europa, l'Egitto, il Medio e l'Estremo Oriente. Secondo la versione di Claudio Eliano, uno scrittore romano  di lingua greca,  vissuto tra il I e il II secolo d.C., la favola ha origine nell'Antico Egitto della XXVI Dinastia dove la protagonista si chiama Radope.

Altre versioni fanno risalire la sua origine all'antica Cina nella storia di Yen-Shen raccontata da Tuan Ch'ing Shih, dove fra gli elementi della favola che compaiono nelle versioni occidentali ritroviamo il motivo dei piedi minuti della protagonista, segno di nobiltà e distinzione nella cultura cinese. Non sempre si perde la scarpetta: in una versione persiana (Il vasetto magico),  per esempio la protagonista perde un braccialetto.

Il mondo arabo ha la sua Cenerentola in una fanciulla di nome Salima che fuggendo via dalla festa dell'henné della sposa perde uno zoccoletto d'oro. Il principe non conosce nemmeno la sua futura sposa, ma se ne innamora perdutamente solo alla vista dello zoccoletto. La favola quindi sottolinea come nella tradizione islamica gli sposi vivano separati e senza conoscersi fino al giorno delle nozze.   

La versione vietnamita invece, vede protagonista Tam  una contadina orfana di madre con una terribile sorellastra di nome Cam. Ad un certo punto della storia Tam viene uccisa dalla  matrigna, ma grazie a successive reincarnazioni  e con l'aiuto del Buddha può tornare a vivere con il suo principe.  

In Occidente le versioni più note sono quella di C. Perrault, basata su una precedente trascrizione di Giambattista Basile del 1634 (Zezolla detta Gatta Cenerentola),  e quella dei fratelli Grimm.